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venerdì 3 febbraio 2012

MALCOLM X: A Life of Reinvention by Manning Marable (Viking)


Of the great figure in twentieth-century American history perhaps none is more complex and controversial than Malcolm X. Constantly rewriting his own story, he became a criminal, a minister, a leader, and an icon, all before being felled by assassins' bullets at age thirty-nine. Through his tireless work and countless speeches he empowered hundreds of thousands of black Americans to create better lives and stronger communities while establishing the template for the self-actualized, independent African American man. In death he became a broad symbol of both resistance and reconciliation for millions around the world.
Manning Marable's new biography of Malcolm is a stunning achievement. Filled with new information and shocking revelations that go beyond the Autobiography, Malcolm X unfolds a sweeping story of race and class in America, from the rise of Marcus Garvey and the Ku Klux Klan to the struggles of the civil rights movement in the fifties and sixties. Reaching into Malcolm's troubled youth, it traces a path from his parents' activism through his own engagement with the Nation of Islam, charting his astronomical rise in the world of Black Nationalism and culminating in the never-before-told true story of his assassination. Malcolm X will stand as the definitive work on one of the most singular forces for social change, capturing with revelatory clarity a man who constantly strove, in the great American tradition, to remake himself anew.


Manning Marable, Professor of History and director of the Institute for African-American Studies at Columbia University, has written features in the New York Times and the Nation. His books include Race, Reform, and Rebellion; Beyond Black and White; and Speaking Truth to Power. His public affairs commentary series, "Along the Color Line," is featured in more than 275 newspapers and is broadcast by eighty radio stations in the U.S. and internationally.

lunedì 25 maggio 2009

Paolo Valesio, Il braccio indebolito (da Avventure dell'uomo e del figlio, Caramanica editore)



Gli duole il braccio destro come un ramo
che sempre gema sotto la tempesta
è un attrito sottile ma costante
che gli contorna il corpo in-abitato.

All'alba il male serve da richiamo
("vedi? Sei solo nella stanza desta");
braccio piegato sotto il fianco ansante,
arto fantasma - e forte avvinghiato.



Tracciare ogni parola è un tormento
che scorre il polso e i nervi accavallati,
ma egli ha appreso da ciò l'accoglimento

e rende omaggio timido al dolore:
il braccio e lui sono adesso alleati
e da ogni suo dito cresce un fiore.

Abbasso la schiavitù del braccio destro! (F.T. Marinetti)


Paolo Valesio, Avventure dell'uomo e del figlio (Caramanica editore), p. 70

domenica 10 maggio 2009

Uomo nel buio di Paul Auster (Einaudi). Rec di Maria Beatrice Protino

Il nuovo romanzo di Paul Auster, ‘Uomo nel buio’, in Italia edito da Einaudi, è così convincente nell’ evocare lo stato di insonnia che, posto si riesca a reggere davvero la lettura per una sola notte, senz’altro si parteciperebbe volentieri alla colazione descritta alla fine del racconto, cioè: . Infatti, arrivato a questo punto, il lettore non solo è redivivo da una notte di veglia, ma anche da una notte in cui, fluidamente, ha egli stesso partecipato a un viaggio, a un’odissea interiore, condotto quasi per mano attraverso una narrazione intensa e abilissima.
Il protagonista, August Brill, critico letterario in pensione, ha 72 anni, e giace nel suo letto a casa della figlia, nel Vermont, per rimettersi da un incidente automobilistico che l’ha reso quasi invalido. In questa sua lunga notte d’insonnia – come gli accade ormai da tempo - tiene occupata la mente immaginando storie che lo conducono lontano dalla sua vita, da ciò che vorrebbe dimenticare: la recente morte della moglie, l'orribile assassinio in Iraq del fidanzato della nipote che laggiù lavorava in un impresa di costruzioni, il divorzio della figlia, il suo stesso incidente. Sdraiato nel buio, cerca di rifuggire l’idea del dolore personale e della sua famiglia e si racconta la storia di un mondo parallelo, di un'America che, pur rimanendo contemporanea a quella reale, non è in guerra contro il terrorismo, in cui non è avvenuto l’attentato dell’11 settembre, né la guerra in Iraq, ma è dilaniata da una guerra civile scoppiata nel 2000 durante la prima contestatissima elezione di Bush. Mentre il destino del protagonista della storia fantapolitica diventa sempre più incerto, la nipote, anch'essa insonne, raggiunge il nonno e August capisce che non può più sfuggire ai racconti veri, alle vicende della sua vita, ma cedere, lasciarsi andare al (così come recita un verso della poetessa Rose Hawthorne, più volte citato nel libro).
Sin dal titolo si evoca il silenzio alle infinite domande della vita e si narra del buio, della difficoltà di continuare a vivere se non costruendosi – quasi cinicamente - un’altra realtà e offuscando la distinzione tra ciò che è vissuto davvero e ciò che non lo è: si peregrina secondo modalità quasi kafkiane nei bassifondi di città ostili che sono simbolo di solitudine. Il racconto nel racconto, la narrazione che si mescola tra due mondi possibili, in un gioco di richiami e una fede incondizionata nella fluidità dell’esistenza e nel suo caos, nella sua mancanza di ordine, nel suo intrinseco affidarsi a imprevedibili giri di destino, fortuna e coincidenza, ma anche – imprevedibilmente, appunto - in un’inossidabile slancio salvifico della mente verso la speranza.
In tal modo, un romanzo che comincia come un racconto di morte, si conclude narrando di tre generazioni che, attraverso l’amore, riescono a riconciliarsi con il mondo.


Paul Auster è nato nel 1947 a Newark (New Jersey). Nato da famiglia benestante di origini tedesche, durante l'adolescenza inizia a scrivere le prime poesie. Si laurea nel 1969 alla Columbia University e tra il 1971 e il 1974 vive in Francia. Nel 1974 sposa la scrittrice e traduttrice Lydia Davis, dalla quale ha un figlio, Daniel. Il matrimonio dura solamente quattro anni. Dopo aver divorziato dalla Davis, sposa nel 1982 la scrittrice di origini norvegesi Siri Hustvedt, dalla quale ha una figlia, Sophie.
La sua carriera di scrittore di romanzi inizia nel 1979 con L'invenzione della solitudine, ma è solo nel 1985 che arriva la consacrazione a livello internazionale con la Trilogia di New York, composta da Città di vetro, Fantasmi e La Stanza Chiusa. Da questo momento Paul Auster diviene uno scrittore di culto e dalle poliedriche attività: scrive per il cinema (Smoke e Blue in the face) e diviene regista (Lulu on the Bridge).


Il cinico rimescolare con la mente gli eventi reali per ‘ri-crearsi’ in una vita parallela non possono tuttavia risolvere il dramma dell’esistenza: forse solo la speranza nell’amore può salvare dall’oblio.

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