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mercoledì 26 settembre 2018

MOSTRA INTERNAZIONALE DI LIBRI BARTISTA DEDICATI A BATTIATO: Festival Mare d'Inchiostro- GIOVINAZZO (BARI)
























Nuovo felice approdo della Mostra internazionale di Libri d’artista dedicati a Franco Battiato nelle storiche stanze della “Vedetta sul Mediterraneo”  che domina lo sconfinato mare di Giovinazzo (Bari). Nella serata del 30 settembre le opere libro saranno esposte al pubblico nell’ambito di un ricco programma di incontri e di eventi che concluderanno la prima edizione del Festiva Mare d’inchiostro, di durata triennale, dedicato alla Letteratura del mare e promosso dal prof. Nicolò Carnimeo,  Presidente dell’Associazione  “Vedetta sul Mediterrano” (*). Gli Artisti _calligrafi pittori scultori incisori grafici illustratori ceramisti maestri cartai, designers_ hanno rappresentato con operelibro tattili, uniche e irriproducibili, la complessa personalità dell’artista Franco Battiato attraverso personali modalità di ricerca-creazione, preziosità e varietà di materiali (carte fatte a mano, tessuti, legno, plexiglass, metallo, ceramica), assunzione di linguaggi-segni-immagini anche enigmatici, profondità di pensieri e di simbologie, narrazioni intime e svelamenti di intense emozioni. Sono libri che inoltrano in viaggi interiori, in mondi spirituali e simbolici dove aleggia l’eco di sonorità antiche e malinconiche, e appaiono orizzonti infiniti, fluiscono smarrimenti, meditazioni che si fanno preghiera, ma dove si insinuano anche inquietudini e drammi non risolti delle tante umanità a cui la sensibilità di Franco Battiato dà parole e voce.
“Parole rigeneratrici che con la loro immagine e con il loro suono possono portarci all’essenza vitale”
R i g e n e r a z i o n e è tra le parole più invocate nelle esperienze creative degli artisti. Quasi un talismano per il lettore che, nell’impalpabilità e trasparenza delle pagine o nella decisa matericità delle architetture dentro racchiuse, sarà introdotto in microcosmi di poesia e di bellezza. Doni da condividere. Ogni operalibro è corredata da un “racconto” dell’artista che descrive senso e scelte tecniche del proprio percorso creativo. Pannelli con note informative e critiche sul libro d’artista costituiranno elementi utili per i visitatori-lettori.
Un particolare ringraziamento al prof. Nicolò Carnimeo, Presidente dell’Associazione  per la cortese disponibilità e il contributo offerto per la realizzazione della Mostra.

Artisti partecipanti
Francesca Amat
Juan Arias Gonano
Luisa Bergamini
Flora Bisceglie
Mariella Bogliacino
Anna Boschi
Cecilia Bossi
Luciana Bratina
Lela Campitelli
Vito Capone
Orlando Carretta
Daniela Cecere
Paolo Chirco
Carmela Corsitto
Eleonora Cumer
Crescenzio D’Ambrosio
Elisabetta Diamanti
Jim Fernandez Lorena
Nadia Merica Formentini
Roberto Gianinetti
Grupo Gralha Azul ‒ libro collettivo di 18
Artiste:
Jane Balconi, Marithe Bergamin, Leci Bohn,
Sirlei Caetano, Mara Caruso, Maria Julieta
Damascena Ferreira, Maria Darmeli Araujo,
Maria Do Carmo Toniolo Kuhn, Therezinha
Fogliato Lima, Luiza Gutierrez, Jeanete Ecker
Kohler, Tania Luzzatto, Ieda Mariano, Erminia
Marasca Soccol, Neiva Mattioli Leite, Vera
Presotto, Carmen Remedios, There Reis
Gruppo Sinestestico: Antonio Sassu
Benedetta Jandolo
Alfonso Lentini
Li Chen
Mario Lo Coco
Mariella Loro
Lia Malfermoni
Angela Marchionni
Stefano Martuscelli
Francesca Mazzotta
Emanuela Mezzadri
Fernando Montà
Gianremo Montagnani
Lucia Orlando
Antonio Picardi
Rossella Ricci
Vincenzo Sanapo
Paola Scialpi
Anna Maria Scocozza
Greta Schoedl
Santa Scioscio
Yun Jung Seo
Lucia Sforza
Gianni Maria Tessari
Adriano Velussi
Barbara Zuccarino
(*). Note sul Festival
Tre anni per raccontare storie di mare. Fino al 2020 una grande rete blu in Puglia mette insieme istituzioni, scuole, associazioni, testimonial, scrittori e giornalisti: si sposterà da Gallipoli a Bari, da Taranto a Brindisi, da Lecce a Giovinazzo per decine di eventi. Un progetto nuovo in Puglia. Un format inedito selezionato e finanziato dalla Regione fra i 150 progetti culturali triennali.
“Mare d’inchiostro” nasce da un’idea di due giornalisti e scrittori accomunati dalla passione per il mare, Nicolò Carnimeo e Fabio Pozzo. Il festival di Letteratura del Mare è realizzato dall’associazione “Vedetta del Mediterraneo” con il Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo, Società, Ambiente e Culture” dell’Università degli Studi di Bari, l’Istituto Tecnico Nautico Statale “Carnaro” di Brindisi e numerosi partner del cluster marittimo.
Decine gli eventi territoriali in scuole, piazze e librerie con grandi ospiti nazionali e internazionali. Tre gli eventi regionali: a Taranto «Avventura e sfida», a Bari «Il mare e le donne» e a Brindisi «Il mare e l’avventura».
Sono già 40 le scuole aderenti alla Rete del Festival coordinata dalla professoressa Lucia Schiralli. Nicolò Carnimeo, presidente di Vedetta del Mediterraneo, la bibliomediateca e caffè letterario di Giovinazzo, ideatore e organizzatore del Festival ha raccontato come “la rete blu stia crescendo vorticosamente e come le richieste da parte di docenti e dirigenti di far parte del progetto è segno dell’interesse (sopito) che le nuove generazioni nutrono nei confronti del mare”. “Le scuole ospiteranno i nostri testimoni del mare e con loro saranno i protagonisti del concorso: saranno realizzati elaborati che insieme ai racconti di tutti i testimonial saranno pubblicati in un libro”.
Protagonisti delle tappe nelle scuole saranno, tra gli altri, Giambattista Bello biologo ed esperto di cefalopoli, Roberto Ferrarese campione di vela, Elena Sacco scrittrice, Maia Marinelli artista barese responsabile delle arti visive del festival, Rita Auriemma archeologa subacquea, Pasquale Salvemini del Wwf, Romano Sauro nipote di Nazario impegnato a viaggiare tra 100 porti, Vito Antonio Loprieno che racconta le nostre tradizioni legate al mare, due storici della marineria Pasquale Trizio e Vincenzo d’Acquaviva, Antonella Berlen artista e Tani Scanni medico che fotografa il mare.
“Il nostro simbolo è un faro e il faro appare appieno nel nostro sigillo – ha detto nel corso della conferenza stampa Antonio Uricchio, rettore dell’Università di Bari – Il mare per l’Università è centrale nella didattica, nelle relazioni mediterranee, nell’idea di terza missione, cioè nel rapporto con il territorio. Amare il mare significa anche poterlo raccontare e attraverso “Mare d’inchiostro”, la costruzione di un percorso di laurea, attività spinte sulla biodiversità marina noi intendiamo rilanciare questo forte impegno della nostra istituzione. Questo festival è un’esperienza nuova e ci auguriamo possa diventare una presenza fissa in Puglia e contribuire a catturare presenze. Non è un inchiostro nero, ma blu e verde, i colori della nostra Puglia con i suoi 850 km di costa che ci rendono uniche come regione”.
“La Regione lo finanzia perché lo ritiene strategico – ha spiegato Aldo Patruno, Capo Dipartimento Turismo, Economia della Cultura della Regione Puglia – Mi piace sottolineare che questo è un festival che non c’era e noi abbiamo selezionato anche molte iniziative che introducono elementi specifici ed originali. Mare d’inchiostro mette assieme ricerca scientifica, letteratura e si intreccia con il fattore lettura, per noi cardine della nostra politica. E ancora: con il racconto contribuisce all’identità della Puglia. La nostra identità meticcia così come è stata definita da Alessandro Leogrande. E cosa c’è di più meticcio se non il mare per creare ponti? L’ente non è solo finanziatore ma ha fatto una precisa scelta di partnerariato, di condivisione di progetto selezionando questo Festival tra i 150 progetti scelti faticosamente”.
Fabio Pozzo, giornalista e scrittore cofondatore del Festival con Nicolò Carnimeo ha annunciato quali sono finora gli ospiti big invitati agli eventi regionali.
“Vogliamo raccontarvi storie di mare e ve li faremo raccontare dai protagonisti. Penso per esempio a Giovanni Soldini. A lui ho chiesto che cosa rappresentasse l’avventura. La risposta è: continuare la scoperta. Ma penso anche ad altri nomi Hugo Vau, impavido e abilissimo surfista che ha sfidato sulla sua tavola Big Mama, quella che viene considerata l’onda più alta del mondo. L’ha aspettata per 7 anni. Poi, finalmente, la sfida all’onda dei record è avvenuta a Nazeré, nella zona dell’Estremadura portoghese. Penso anche al velista argentino Santiago Lange che ha vinto la medagli d’oro alle ultime olimpiadi di Rio nel 2016. Le ha vinte insieme a Cecilia Carranza di 27 anni che era in coppia con lui a bordo. Ma le ha vinte anche dopo aver sconfitto un cancro. Si prepara per le Olimpiadi di Tokyo e vi parteciperà quando avrà 57 anni. L’età conta? Non per lui”. “Simone Bianchetti, un mio amico che non c’è più – ha concluso Pozzo – mi raccontava che il mare, le barche hanno tante storie da raccontare: basta saperle ascoltare prima che volino via come farfalle”.
Lo scrittore marinaio Simone Perotti attraverso un video ha sottolineato perché “Mare d’inchiostro” è un festival necessario, soprattutto in Puglia, terra di mare. “Di letteratura del mare si parla poco, se ne parla male, si scrive abbastanza poco, si legge pochissimo e questo ci impedisce di sapere, sentire, conoscere la storia, l’emozione e la suggestione del mare attraverso le pagine di un libro che è l’unico modo per conoscere quell’invisibile che altrimenti non si conoscerebbe mai Era qualcosa che non c’era, che serviva. E servirà soprattutto domani quando la reminescenza del mare, della letteratura ci servirà per vivere”.
Partner del Festival “Mare d’inchiostro” e di Vedetta sul Mediterraneo sono il Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo, Società, Ambiente e Culture” dell’Università degli Studi di Bari e l’Istituto Tecnico Nautico Statale “Carnaro” di Brindisi più numerosi partner del cluster marittimo.
Altri partner Istituzionali: Marina Militare, comando marittimo Taranto, Comune di Taranto; Comune di Giovinazzo, Comune di Gallipoli, Comune di Bari, Comune di Brindisi, Autorità di Sistema portuale mare Adriatico meridionale, Autorità di Sistema portuale mar Jonio, Assonautica Taranto, Mediateca regionale, Emys Gallipoli, Associazione Puglia e Mare Gallipoli, Capitaneria di Porto, ANMI Bari, Lega Navale Mola di Bari, Lega Navale Barletta, Mar di Levante Bari, WWF Levante Adriatico. Il comitato scientifico del Festival “Mare d’inchiostro” è composto da Pino Aprile, Donatella Bianchi, Nicolò Carnimeo, Valentina Fortichiari, Fabio Fiori, Simone Perotti, Fabio Pozzo, Enrica Simonetti.

Leggere leggero di Donato Di Poce






















Il libro “Leggere leggero”, è una raccolta di piccoli saggi critici, interviste e note di lettura di poeti e scrittori contemporanei, maestri di riferimento (Rimbaud, Baudelaire, Schwarz, Pasolini, Merini) o reading di poesia, che raccontano con leggerezza e intensità illuminante, i rapporti intensi e mai banali con la scrittura, i temi e la poetica di colleghi e maestri. Ad ispirarmi a volte è stato un libro, altre una prefazione da scrivere per un amico, altre ancora un semplice verso che chiama e interroga, una sorta di piccolo taccuino delle idee, più da poeta che si occupa di critica che da critico letterario professionista. Ne scaturisce un incontro e un dialogo con la scrittura e le poetiche altrui, esemplare e ricco di intuizioni e riflessioni su temi come la CreAttività, l’amore, la crudeltà, la bellezza, i clandestini, la pena di morte, la violenza, l’arte, la scrittura, etc..altrui che ho catturato per empatia o ammirazione. La mia scrittura critica, impreziosita sempre da citazioni e aforismi, suggerisce verità, sintesi poetica e leggerezza, unita a una ricerca filosofica ed estetica, nel solco della tradizione poetica della scuola di Officina, Salvo Imprevisti e Lengua(Pasolini, Roversi, Fortini, Pagnanelli, D’Elia, Mariella Bettarini)e dall’altra le suggestioni Internazionali filosofiche ed estetiche di Maria Zambrano, Gaston Bachelard, George Steiner. (Donato Di Poce)

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La scelta. La mia vita nella legione straniera di Danilo Pagliaro Andrea Sceresini (CHIARELETTERE)





















La scelta. La mia vita nella legione straniera: Un'esistenza degna di questo nome. Cercava questo Danilo Pagliaro quando ventitré anni fa si arruolò nella Legione. A pochi mesi dal congedo, oggi quella vita la rivivrebbe mille volte e con attaccamento e gratitudine ne prosegue il racconto. Non certo per esaltarne le gesta o glorificarne il rischio e l'azione: esibizionismo e retorica non fanno per un legionario. È per smentire le leggende e tacitare mitomani e millantatori che il brigadier-chef torna a scrivere. Racconto dopo racconto, l'immagine della Legione come banda di avventurieri e tagliagole, mercenari e avanzi di galera spregiudicati si scompone. Per lasciar posto alla realtà di un corpo coeso, di uomini che hanno rinunciato al proprio passato e alla propria identità mettendosi al servizio della nazione. Come il brigadier-chef C., ragazzo polacco che alla caduta del Muro è fuggito da freddo e miseria ed è venuto ad arruolarsi, nascosto tra i respingenti dei treni merci; la recluta cinese che si è avventurata nei ranghi senza conoscere una parola di francese; o L., camerata svedese che invece ci è rientrato dopo aver appreso di un suo compagno ucciso e diversi altri feriti sotto il fuoco di un cecchino a Sarajevo, durante la guerra in ex Iugoslavia. Militi che nei territori difficili di Repubblica Centrafricana, Costa d'Avorio e Camerun non vanno per replicare le imprese di Rambo, ma per affiancare la popolazione locale, spesso ricevendo in cambio ostilità. Racconta questo l'ex legionario ai giovani che inseguono il mito della bella morte ma gli chiedono di ferie e licenze, diritti e indennità. 

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Il patto sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista di Nino Di Matteo, Saverio Lodato (CHIARELETTERE)






















Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma, gli omicidi di valorosi commissari di polizia e ufficiali dei carabinieri. Lo Stato in ginocchio, i suoi uomini migliori sacrificati. Ma mentre correva il sangue delle stragi c’era chi, proprio in nome dello Stato, dialogava e interagiva con il nemico. La sentenza di condanna di Palermo, contro l’opinione di molti “negazionisti”, ha provato che la trattativa non solo ci fu ma non evitò altro sangue. Anzi, lo provocò. Come racconta il pm Di Matteo a Saverio Lodato in questa appassionata ricostruzione, per la prima volta una sentenza accosta il protagonismo della mafia a Berlusconi esponente politico, e per la prima volta carabinieri di alto rango, Subranni, Mori e De Donno, sono ritenuti colpevoli di aver tradito le loro divise. Troppi i non ricordo e gli errori di politici e forze dell’ordine dietro vicende altrimenti inspiegabili come l’interminabile latitanza (43 anni!) di Provenzano, la cattura di Riina e la mancata perquisizione del suo covo, il siluramento del capo delle carceri, Nicolò Amato, la sospensione del carcere duro per 334 boss mafiosi. Anni di silenzi, depistaggi, pressioni ai massimi livelli (anche dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano), qui documentati, finalizzati a intimidire e a bloccare le indagini. Ora, dopo questa prima sentenza che si può dire storica, le istituzioni appaiono più forti e possono spazzare via per sempre il tanfo maleodorante delle complicità e della convivenza segreta con la mafia.

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