giovedì 25 ottobre 2018

Euforia ed estasi del guerriero di Paride Pino
























L’urlo di euforia, per me questo rappresenta l’unica cosa vera in grado di ridonare unità al corpo e all’anima di un guerriero e non solo. L’urlo primordiale delle opere a carboncino su carta sembra sostare poco nella definizione di un’espressività conclusa, quasi a voler cercare -subitaneamente e altrove- un senso abbandonato a terra da un dio sconosciuto e silenzioso, interpretato nella pura metamorfosi di un’anima che si fa carne, e mai viceversa.
Il gesto è istintivo ed elimina l’equivoco di rievocare ogni formalismo: il neonato scopre la luce, urla e continuerà a farlo ogni qualvolta sentirà l’esigenza di comunicare un bisogno, un’emozione, un puro atto del suo esistere al mondo. Paride Pino afferma: cosa urliamo? Credo, la nostra volontà di lottare per vivere. L’urlo è di colui che non ha ancora paura di nulla. (Eliana Masulli)

Paride Pino è nato a Galatina nel 1987. Dopo aver conseguito il diploma e la qualifica di Maestro d’Arte presso l’Istituto d’Arte G.Pellegrino di Lecce inizia un percorso sia pratico che intellettuale nel mondo della magia e dell’esoterismo caratterizzato da un approccio storico e antropologico. I suoi studi lo portano a sviluppare e consolidare, grazie anche all’aiuto di esperti, un pensiero divulgativo sul tema magico-esoterico, passando dall’arte e dalla scrittura, con mostre e pubblicazioni. Attualmente scrive e collabora nella collana di Filosofia Esoterica de I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

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