giovedì 29 aprile 2010

Il libro del giorno: FRANCESCO BACCINI. TI PRESTO UN PO' DI QUESTA VITA a cura di Marzio Angiolani e Andrea Podestà (Zona editrice)




















E' la prima volta che Francesco Baccini si racconta così a lungo. Tanto a lungo che c'è voluto un libro intero per raccogliere tutto ciò che ha detto a Marzio Angiolani e Andrea Podestà. Tutti e tre genovesi, hanno familiarizzato subito: gran parte delle conversazioni contenute in questo libro s'è svolta nel soggiorno di casa Baccini. L'incontro galeotto - fra i tre - fu a Trezzano sul Naviglio, in occasione di un concerto. Angiolani e Podestà - due che di musica ne masticano bene, e parecchio - chiesero a Francesco un'intervista. In realtà quell'intervista è finita alcuni mesi e molte chiacchiere dopo. "Quel che abbiamo fatto è stato farci prestare un po' delle sue parole, inseguire i versi delle sue canzoni e le pieghe della sua voce, accompagnarlo in un viaggio nei suoi ricordi e negli sguardi verso il futuro, in quel groviglio di amore, musica, cinema e testi che è la sua carriera".
Una carriera lunga vent'anni, e in questo 2010 si festeggia. Insieme a questo libro, il nuovo disco "Ci devi fare un goal" (Sugar Music), antologia dei suoi maggiori successi più due inediti, e tanti nuovi progetti per il cantautore genovese.
Dentro a ogni uomo, si sa, si combatte continuamente una guerra. Dentro a ogni uomo si scatenano tempeste, si scontrano desideri e volontà, cuore e ragione, bene e male.
Ci crediamo Uno e invece siamo una moltitudine. Un guazzabuglio di “persone” dentro di noi che cercano a turno di prevalere le une sulle altre. Subpersonalità le chiamerebbe Jung, Omini – più prosaicamente – li chiama Francesco Baccini. Come degli spiritelli (... E io che sono uno spirito maligno/ mi muovo di notte con l’istinto di un vampiro...) si divertono a dire la loro, a prendere il controllo, a tirare brutti scherzi.
E se tutto questo accade dentro a ogni uomo, immaginate cosa possa essere l’animo di chi passa la vita a inventare storie, a darsi nuovi nomi, a interpretare altri ruoli, e a raccontare, sempre, a raccontare in prima persona, nascosto dietro al pianoforte, nascosto dietro quell’Io che è di qualcun altro...

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