martedì 16 marzo 2010

Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici). Seconda parte a cura di Daniela Cecere




















Come funziona l’Interstellare degli editori casalinghi?


L’Interstellare è una libera congrega di persone che si fanno i libri propri, serve per mantenere contatti tra colleghi, serve per scambiare libelli creativi, serve per creare libelli collettivi e libelli circolari o per dar vita a collaborazioni. Chiunque abbia realizzato almeno tre titoli con una tiratura minima di dieci esemplari per titolo è benvenuto. Chiaramente stiamo parlando di editoria creativa, quindi i libelli devono avere degli interventi manuali (anche minimi) su ogni esemplare. L'adesione è felicemente gratuita.

Quali libri o casa editrice preferite del circuito “classico”? Cosa vorreste veder pubblicato?

Che opinione avete dell’editoria in genere?

Per noi, in principio era il Libro. Amiamo i libri nel senso più vasto che riusciamo ad immaginare e a concepire. Li leggiamo, li scambiamo, li scriviamo, li facciamo, li regaliamo, li vendiamo, li recuperiamo quando vengono buttati e li utilizziamo anche per la realizzazione di installazioni come, ad esempio, la nostra Libraffa: una bestia di più di due metri con corpo di libri e faccia di giraffa.
L’editoria ordinaria è certamente una bella cosa, ha dato al mondo la possibilità di diffondere su larghissima scala un oggetto come il libro, un oggetto che può letteralmente e letterariamente cambiarti la vita.
L’editoria ordinaria, però, ha dei precisi vincoli legati al mercato del libro, alla serialità e, per esempio, non potrà mai permettersi il lusso di pubblicare libelli creativi. Gli editori,poi, soprattutto quelli di qualità, sono quasi sempre strozzati da necessità economiche ed è molto difficile che riescano a diffondere ciò che amano davvero. L’editoria ordinaria, però, ha monopolizzato il concetto stesso di libro fino al punto che nella mente di una persona il libro è solo ed esclusivamente quello che esce da una tipografia, cioè un prodotto industriale. In realtà, un libro può essere autoprodotto con tante diverse tecniche senza che, di certo, perda la sua dignità di libro. Inoltre basta pensare a Depero con il suo Libro Imbullonato o a Bruno Munari con i suoi Libri Illeggibili per comprendere che un libro è molto, molto di più. Non abbiamo editori preferiti, ci piace pensare ai libri più che alle linee editoriali. E poi quando leggi tanto, il concetto dei “preferiti” è veramente troppo largo. Noi spaziamo da Virginia Woolf a Stefano Benni, da Bruce Sterling a Henry Thoreau, da Kafka a Hakim Bey, da Luce Irigary a Carla Lonzi. E poi ci piacciono i libri per bambini, i gialli degli anni cinquanta e la fantascienza di Ursula Le Guin. Ma se proprio vuoi un favorito possiamo offrire “Il bambino dai pollici verdi” di Maurice Druon della Sellerio. Lo mettiamo scherzosamente sul podio soprattutto perché lo abbiamo letto ad alta voce più di una volta con dei bambini ed è stato un grandissimo piacere! E poi, non possiamo esimerci dal segnalare un vero poeta di strada, Silvestro Sentiero e il suo meraviglioso libro: “Nude Passeggiate” La Pannocchia Editrice. Lo metteremmo insieme al Grande Fosco Maraini con il suo “Gnòsi delle Fànfole” Baldini e Castoldi Editore.

Che rapporto avete con le arti visive? Girate per mostre? Avete un artista preferito?

Le mostre, le performance e gli eventi artistici in genere ci hanno sempre interessati, sono una forma di nutrimento molto importante. Da un po’ di anni, però, da quando abitiamo sulle colline, è abbastanza difficile riuscire a spostarsi e seguire l’arte contemporanea che, purtroppo, gira soprattutto nelle città. Per quanto riguarda le nostre preferenze, si situano decisamente in una zona dadaista, quasi patafisica con qualche spruzzo di indispensabile paroliberismo futurista. I dadaisti ci hanno sempre affascinato per il loro approccio fortemente provocatorio, per l’uso sfrenato del collage, per la loro innata predisposizione al demenziale, al dissacrante. Già dagli anni venti avevano un’invidiabile lucidità antiartistica e giocosa e si permettevano sperimentazioni che, ancora oggi, lasciano stupiti. E poi, nel mondo dada, da Picabia a Duchamp, non c’era lo spazio per il mito del Grande Artista, anzi sono stati proprio loro a farlo rotolare a terra tra le risate generali.
Spesso diciamo di amare così tanto l’arte da permetterci di prenderla in giro! È per questo che abbiamo realizzato un libello dal titolo “L’arte come merda, la merda come arte (Non adatto agli artisti troppo seri)”.

Come dovrebbe essere, nella vostra visione, l’evento culturale ideale?

L’evento culturale ideale è per noi una festa del libro che prenda in considerazione l’editoria in tutte le sue infinite e ricchissime sfaccettature. Una festa che abbia il coraggio di invitare e mostrare tutte, ma proprio tutte quelle entità che ruotano intorno al concetto di libro: piccoli editori, microeditori, autoproduzioni, fanzine, libri d’artista, libelli creativi, autoeditori, fumettari, sperimentatori, libri antiartistici, etichette indipendenti, collezionisti, poeti di strada, book-crosser, reading, collettivi di scrittrici, poesie dorsali, bloggers, installazioni libresche, libri introvabili, libri antichi, libri mai mai visti...Un festa del libro, però, che non diventi un piccolo disastro ambientale, quindi niente piatti e bicchieri di plastica e niente cibo che causi la morte degli animali. E poi, questa poliedrica e multiforme follia dovrebbe svolgersi in parte all’aperto, ma in parte al chiuso perché i libri temono molto sia la pioggia che il sole cocente. Un evento culturale del genere scatenerebbe una serie infinita di connessioni, complicità, amicizie, collaborazioni. Sarebbe il metodo migliore per dar l’avvio alla Nuova Libresca Età dell’oro.

Nuovi progetti? Cosa bolle in pentola?

Da un po’ di tempo, tutte le domeniche, andiamo al canile di Camerino, un cittadina a qualche chilometro da casa nostra, per dare una mano. La cosa più importante è portare i cani fuori per una passeggiata. Molti, purtroppo, non escono dai box per settimane. Questa esperienza ci ha dato l’ispirazione per realizzare un libello sull’argomento. Si tratta di un breve romanzo dal titolo Vita da canile. È una storia di fantasia che ha per protagonisti Logan, un cane ritenuto pericoloso perché addestrato con metodi violenti e maltrattamenti vari al combattimento, e Furio, un giovane volontario del canile che cerca di recuperarlo. Con questo libello abbiamo tentato di esternare le strane emozioni che si provano trascorrendo qualche ora in un canile, vivendo a stretto contatto con questi animali, tutti con una loro spiccata personalità, tutti con una particolare e difficile storia.

Poi stiamo ampliando le varie opzioni di assistenza per chi decide di passare all’azione e farsi il proprio libello creativo. Per chi è agli inizi, ad esempio, possiamo realizzare l’impaginazione e l’originale cartaceo. In questo modo l’autore diventa indipendente e, con qualche fotocopia e altri piccoli accorgimenti, già parte con la prima tiratura. Oppure forniamo il libello già fatto che potrà essere utilizzato come campione per proseguire in autonomia. Ma le opzioni sono tante e tutte da esplorare. Poi stiamo progettando un nuovo libello collettivo sul futuro del libro, sugli e-book che, questa volta, entreranno davvero nel nostro quotidiano. In effetti, pare che, tra i venticinque milioni di italiani che navigano in rete, uno su due cerchi informazioni sugli e-book. A noi interessa il discorso dell’ipotetica smaterializzazione dell’oggetto libro con tutte le sue conseguenze.


Scenderete a trovarci in Puglia, se ci sarà l’occasione?

Certo, se organizzate il nostro evento culturale ideale, non mancheremo!

Lasciate un messaggio pubblicitario, se volete.

Qualcuno ci sta facendo fessi. Qualcuno, da anni, sta cercando di farci credere che noi non possiamo farci i nostri libri, che non possiamo diffondere le nostre idee, le nostre visioni, le nostre storie, le nostre invenzioni, le nostre follie che, imbizzarrite, saltano lo steccato alla volta di nuove dimensioni. Vogliono farci credere che tutte queste nostre righe lanciate nella più intrigante e incontenibile libertà, se davvero aspirano al nobile rango di libro, debbano essere domate e ricondotte alla ragione, alla logica, alla coerenza. Che debbano essere rivedute e corrette per diventar presentabili agli occhi degli Specialisti in Materia. Noi dichiariamo la libertà dei libri! Noi, che da anni ci facciamo i libri nostri, dichiariamo che chiunque può fare altrettanto per partecipare alla festa dell'editoria creativa casalinga: un nuovo livello libresco che sovvertirà l'ordine editorial-globalizzato dell'universo. E dunque è a gran voce che aggiungiamo: Fatti i libri tuoi! Chiuditi nel tuo bugigattolo pieno di scartoffie, ritagli, carte, cartoni, cordine. Prendi i tuoi testi stonati che intonano inni spregiudicati e, invece di educarli al bon-ton-editorial-seriale, trasformali in magici pezzi unici, in preziosissime tirature limitate, in liberi libri che si librano come libellule belle fino alle stelle.

Tratto da “Fatti i libri tuoi (Breviario di Editoria Creativa Casalinga)” di Troglodita Tribe S.p.A.f. Libello arricchito con interventi manuali, strappi e collage. Lo trovi solo su http://trogloditatribe.wordpress.com

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