sabato 6 marzo 2010

Il carezzevole di Massimo Lugli (Newton Compton)

Negli anni ’70 Roma è stata la città in cui lo scontro fra neofascisti e sinistra extraparlamentare assunse in maniera più evidente logiche e dinamiche di tipo militare. Roma è stata la città in cui si sono viste per la prima volta le dj donne (la prima è stata Marilu' Corradi’). Roma negli anni ’70 ha visto Christo, quell'artista che riuscì a impacchettare tutte le Mura Aureliane, ed è stata testimone del gigantesco sgombero della borgata di Prato Rotondo, un’autentica bidonville situata ai margini della città che era diventata ormai punto di riferimento per la prostituzione e lo spaccio.
Roma negli anni ’70, la Roma dell’omicidio di Aldo Moro, non era una città facile. Bella, dura, crudele e impossibile da liquidare in poche righe. Marco Corvino vive questa Roma, come cronista di primo pelo, neo-assunto in una redazione di un quotidiano della capitale. E la racconta in lungo e largo senza perdere un colpo, nutrendosene come linfa vitale. Poi nella sua vita, entra con una ferocia inaudita il Carezzevole, un killer seriale, che lavora di fino col cervello, architettando per le sue vittime pericolosi labirinti psicologici fatti di trappole, indizi, tranelli. E come se non bastasse seguendo la filosofia mistica cinese tradizionale dei cinque elementi: acqua, terra, fuoco, legno, metallo.
A rendere più intrigante il tutto, “Il Carezzevole” sceglie come sua personale e affidabile cassa di risonanza per amplificare le sue “gesta” proprio Corvino, il quale sarà costretto a toccare il fondo, a scandagliare senza filtri e pudori la parte più oscura di se stesso, prima del “duello” finale. Questa è solo l’inizio della storia de “Il Carezzevole” (Newton Compton) di Massimo Lugli, autore di “La legge di Lupo Solitario” e “L’istinto del Lupo” (finalista al Premio Strega). Questo suo nuovo romanzo è crudo, crudele, scioccante è dire poco, soprattutto per il fatto che nasce da tutto quell’universo della nera, che ancora molti incubi ha da rivelare. Una scrittura, scarnificante, con dialoghi incalzanti e imbottito di una suspence malevola. Bel libro senza ombra di dubbio!

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